Giardini verticali: come realizzarli? quali sono i benefici?

I giardini verticali sono delle composizioni armoniose di piante realizzate su pannelli o moduli stratificati (PVC e feltro) inseriti in una gabbia metallica, che viene fissata ai muri (giardini verticali esterni) o alle pareti (giardini verticali interni), ma può anche essere sorretta da apposite strutture. Il metodo di coltivazione idroponico permette un costante approvvigionamento idrico di acqua piovana e fertilizzanti, mediante sistemi a goccia sistemati nella parte alta del muro e non c’è bisogno di terriccio.

I giardini verticali permettono alle persone di creare un giardino dove non sarebbe possibile, sfruttando così i benefici e la bellezza delle piante. Chi abita in città, chi non ha superfici orizzontali o altro spazio da sfruttare, riesce a coltivare le proprie essenze preferite, sfruttando qualsiasi parete interna o esterna. Ma i benefici più importanti sono quelli inerenti l’aspetto ecologico di questa scelta progettuale. Negli ultimi anni, la bioarchitettura ha avuto sempre più diffusione e la sensibilità dei progettisti – ma anche delle persone in generale – è decisamente aumentata.

I giardini verticali riducono il gas-serra e contribuiscono all’isolamento termico?

I giardini verticali agiscono sul microclima e influenzano il comportamento fisico tecnico di un edificio. Come ogni altro elemento vegetale, queste facciate sono elementi “vivi” in grado di mitigare l’inquinamento dell’aria nei pressi dell’edificio. La vegetazione riduce la quantità di gas-serra, assorbe le polveri sottili e altri agenti inquinanti dannosi per la salute dell’uomo, per poi produrre ossigeno come sottoprodotto della fotosintesi.

I giardini verticali contribuiscono all’isolamento termico dell’edificio che li ospita, mantenendolo più fresco in estate e più caldo in inverno. Le piante assorbono i raggi del sole, impedendo loro di colpire direttamente le pareti: ciò riduce il calore che penetra in casa. Durante la stagione fredda le stesse piante, costituiscono un cuscinetto di protezione in più rispetto agli agenti atmosferici esterni. L’atmosfera è fiabesca, tanto che guardando la parete, mossa da sempreverdi alternati ad essenze floreali, si ha l’impressione di trovarsi all’entrata di un bosco magico.

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Intervento cataratta: come funziona? qual è la durata?

La cataratta è un annebbiamento del cristallino e provoca un graduale deficit della visione. La maggior parte delle cataratte sono legate all’invecchiamento. In effetti, è molto più comune nelle persone anziane. Per avere una portata del fenomeno, basti pensare che a partire dagli 80 anni di età, più della metà degli americani soffrono di cataratta o hanno subito un intervento cataratta. Le aspettative dei pazienti sono altissime, ma l’operazione cataratta, contrariamente a quanto erroneamente si crede, è un intervento molto delicato e complesso.

Basti pensare alla esilità dei tessuti su cui si va ad operare, che misurano solo pochi millesimi di millimetro , sono trasparenti e visibili solo al microscopio operatorio. L’intervento cataratta viene eseguito ambulatorialmente in anestesia “topica”, ossia con la sola instillazione preoperatoria di gocce di anestetico e dura circa 20 minuti. Durante l’intervento cataratta non si avverte dolore, così come dopo l’operazione. Nella quasi totalità dei casi, se l’occhio lo permette, viene asportato il cristallino opaco e sostituito con uno artificiale permanente, una lente intraoculare di cui esistono molte varietà per forma e dimensione, di durata illimitata e perfettamente tollerata.

La lente intraoculare non richiede cure o manutenzione, consente un aspetto estetico normale e non interferisce con la visione naturale. Durante la durata di tutto l’intervento cataratta, circa quindici minuti, vedrete la luce bianca del microscopio operatorio ed un punto più scuro che dovrete continuare a fissare. L’unica sensazione che avrete sarà quelle dell’acqua fredda che viene usata per irrigare il campo operatorio.

Cosa si fa dopo l’intervento?

Alla fine dell’intervento cataratta, l’occhio verrà medicato con un collirio antibiotico e chiuso con un riparo in plastica per evitare compressioni durante il sonno, il bendaggio verrà rimosso il giorno successivo al momento del controllo post operatorio presso lo studio dello specialista. Dopo l’intervento cataratta la visione si riacquista progressivamente e rapidamente fin da subito e si raggiunge la stabilità verso l’8° giorno. Dopo questo termine potrebbe essere necessario indossare delle lenti per ottimizzare la visione per lontano e per vicino.